Friday, 31 January 2014

Maria Teresa Bagnato


Maria Teresa Bagnato          giovane architetto a Milano
Di Eduardo Rodà
proscenio170@gmail.com






Milano non è poi cosi lontana. Sullo stesso parallelo o quasi, che Montréal e non solo geograficamente, per il 2015 con l’Expo alle porte, il richiamo alla mente di Expo-67 è evidentissimo.
Le capitali cambiano, quando scommettono sulle Expo, ed  i cambiamenti saranno li per sempre, cambiamenti strutturali, come per Montréal, con l’inaugurazione della sua Metrò e del parco esposizioni.

Intrecci personali, ricordi lontani nel tempo: anni ’70, la mostra a Palazzo Reale  sul Futurismo,  sempre sul Futurismo, oggi 2014 a New York.  Le visite alle fiere del mobile, sempre all’avanguardia nelle sue proposizioni. Milano come città base per viaggi un po ovunque nel nord Italia: il sublime lago di Como, Venezia e Firenze, tutto negli anni ’80, il primo viaggio in aereo verso Montréal da Malpensa. - Una nuova vita.

Milano capitale europea della moda, Milano che cambia, oggi si fà un nuovo look ed entra con forza nel nuovo millennio, gia avviato da un pezzo. Al di la delle mie esperienze personali, ormai remote, lontane, ho voluto sapere di più.  Cosa succede oggi?  come si trasforma la città?
Con naturalezza ho pensato a Maria Teresa Bagnato, che conosco da sempre dalla sua nascita, chi meglio di Lei , trapiantata al nord, proveniente da Reggio di Calabria, giovane architetto di formazione, ci guiderà, nella Milano che cambia.





      Murales Porta Garibaldi



Alla nostra esclusiva guida artistica e per questa singolare visita alla citta` di Milano,  le domande che seguono, formulate in quest’ inizio d’anno piuttosto polare, per noi canadesi.                                       

1- Maria Teresa Bagnato, da quanto tempo vivi a Milano, cosa fai come occupazione ?

- Ciao Eduardo, sono a Milano da circa 8 anni, con una piccola sosta a Roma.
Lavoro come docente di Tecnologia ed  Arte / Immagine, presso una scuola di primo livello; i miei alunni hanno da 11 a 13 anni. Ho insegnato anche presso l’Accademia del Lusso di Milano a professionisti del settore  moda essendo specializzata in Design e Visual Merchandising. Infine, mi occupo d’arredamento d’interni e negozi a Milano e hinterland.

2- Tu sei una giovane architetto, come vedi la Milano che cambia ?

- Milano sta modificando la sua immagine in maniera radicale ed in tempi velocissimi. L’expo 2015 è sicuramente il motivo predominante, moltissimi architetti internazionali sono stati chiamati per dare un’impronta significativa  con le loro costruzione a quella che sarà la “capitale del gusto” oltre ad essere già definita capitale della moda e del design.



























Palazzo della Regione




3- Quali sono le prospettive di lavoro, per i giovani qualificati come te, in questi momenti di cambiamenti ?

- L’Italia è in un momento veramente difficile per quanto riguarda il lavoro e per noi giovani. Personalmente penso che due siano le qualità che fanno la differenza e possano aprire molte porte : flessibilità dettata dal continuo cambiamento della società e multietnicità poichè non si può più pensare all’Italia e, soprattutto a Milano, come una città e basta…Eduardo credo che le prospettive possano essere nelle collaborazioni con i paesi come la Russia, Emirati Arabi dove il “made in Italy” ha un valore.


4- Milano ieri, secondo te quali esempi architettonici da ritenere.

- La Milano di ieri è stata progettata da architetti ed urbanisti che hanno dato un’impronta signorile ed austera alla città, ma aleggiava già un velo di futurismo…tutto svetta verso il cielo!
Partiamo dal Duomo :  monumento simbolo del capoluogo lombardo, è dedicato a Santa Maria Nascente ed è situato nell'omonima piazza nel centro della metropoli. Alto 107m  progettato da vari architetti  Francesco Maria Richini il primo… è la fusione di vari stili architettonici dal neogotica, Gotico italiano, all’ architettura neoclassica
Pensa che questo momumento vive tempi lunghissimi…dal 1400 ed anche Leonardo da Vinci fece da consulente!












































 Duomo di Milano




Qualche tempo dopo…I due simboli della modernità di ieri…che svettano verso il cielo
* La Torre Velasca (foto sinistra) è un grattacielo di Milano, situato nella piazza omonima, a sud del Duomo. Il nome è legato al governatore spagnolo Juan Fernández de Velasco, a cui fu dedicata la piazza nel Seicento. La Torre svetta nel panorama cittadino, del quale è divenuta uno dei simboli più noti. Per il suo interesse storico-artistico, nel 2011 la Soprintendenza per i Beni Culturali l'ha sottoposta a vincolo culturale. Fu progettata dallo Studio BBPR con la collaborazione dell'ingegnere Arturo Danusso, su un'area del centro di Milano devastata dai bombardamenti angloamericani del 1943. La progettazione iniziò fra il 1950-1951, ma l'idea iniziale di una torre in ferro fu scartata a causa degli alti costi del materiale; fra il 1952 ed il 1955 fu realizzato il progetto definitivo della torre, realizzata tra il 1956 e il 1957.
* Il grattacielo Pirelli ( foto destra) è l'edificio di Milano ove ha sede il Consiglio regionale della Lombardia. Si innalza all'angolo sud-ovest di piazza Duca d'Aosta, dove si trova anche la stazione Centrale. Progettato da  Giò Ponti che diresse anche tutte le fasi costruttive. È un'opera architettonica importante, propria del razionalismo italiano; con i suoi 127 metri di altezza, distribuiti su 31 piani è uno degli edifici in calcestruzzo armato più alti al mondo.























Torre Velasca – Grattacielo Pirelli - foto Stefano Suriano




5- Potresti indicarmi, in quali quartieri, maggiormente s’interviene, dal punto di vista architettonico e quali gli esempi piu marcanti per te ? 

- Ti indico il quartiere per eccellenza che è un continuo cantiere da qualche anno e che dovrebbe essere il nucleo per la nuova immagine di Milano Expo 2015.
Il quartiere si chiama Isola perchè è proprio una piccolo città, metropolitana di riferimento linea verde Porta Garibaldi.
Prende forma la fusione tra grandi architetture, strutture per la collettività.
Ti invio una serie di foto fatte da me per poter rendere l’idea!
Poi da non lasciare al margine è la fiera di Rho progettata dall’ archistar Massimo Fuksas ed inagurata nel 2005.


6- S’interviene sufficientemente per riqualificare il territorio ? 

- Purtroppo no…il motivo? Economico…ci sono le menti, ma non la fluidità monetaria. Penso ci sia anche un tipo di politica che non investe bene su queste attività che darebbero quel “plus” valore ad un territorio che merita.

Maria Teresa ti ringrazio infinitamente per la tua disponibilita` , naturalmente ti do` appuntamento per un’altro giro d’orizzonte, probabilmente fra un anno per riempirci gli occhi e lo spirito d’immagini della Milano che cambia per il 2015.





        Quartiere Isola






     Quartiere Isola




       Tutte le foto sono graziosità di Maria Teresa Bagnato

   Escluse la foto: dei grattacieli Pirelli, Torre Velasca di  ©Stefano Suriano -  Wikimedia










Sunday, 12 January 2014

Versi poetici


Versi poetici per un inverno pittorico
Di Eduardo Rodà

Gli artisti, da sempre, sono stati interpellati dalla natura, via la pittura.
Un pò meno gli artisti che operano in un contesto contemporaneo, i quali sono più attenti a pratiche artistiche che riflettono preoccupazioni sociali e alla preservazione dell’ambiente, con medium che spaziano dalla video-arte, alle installazioni in situ e alla fotografia; la pittura? rimane ai margini! rapportandosi al numero di mostre che le vengono consacrate.

Riproporre, quì, dei testi e delle scene pittoriche, in particolare dell’Italia e dell’Europa, ci permette di rivivere con un occhio diverso, le qualità delle proposizioni, in un assemblage, non necessariamente lineare e cronologico, partendo dal 1610 per arrivare all’ epoca pre-moderna., prima dell’avvento delle Avanguardie Storiche.

D’altra parte, molti sono gli artisti, giovani e meno giovani, i quali, alla pittura, in senso stretto del termine e non nella definizione la più classica, resterebbero legati ancora oggi.  Preoccupati a risolvere pittoricamente, le sfide e le problematiche della creatività artistica odierna, legati ad un mondo diversificato e sempre in evoluzione.
Picasso, artista moderno, amava ripetere spesso:  quando dipingo risolvo dei problemi pittorici”.

La pittura di paesaggio americana e quella canadese, particolarmente, ci appare che rivivano, oggi, dopo quella degli inizii del XX secolo, una seconda età d’oro.
In una mostra, di recente inaugurata a Londra, dal titolo: “Canadian Landscape”, Tom Thompson e il gruppo dei sette di Toronto, sono all’onore.                                                                                         Bisogna risalire nel tempo è di ben ottant’anni, che non si  vedeva in territorio inglese, un simile rinnovato interesse verso l’arte canadese.

Per l’occasione, un noto critico d’arte del giornale Guardian, non ha usato mezzi termini per qualificare la scuola canadese di paesaggio la più importante scuola del XX secolo.



                                                                   


























   1
                                                              

                                                                     Inverno pittore
di H. D. Thoreau
È straordinario pensare a quale varietà di colori
ben distinti possa offrirci l'inverno, e ciò usando
di tante poche tinte, se così vogliamo chiamarle.
La limpidezza e la purezza particolarissima dei
colori rappresentano probabilmente il fascino
maggiore di una passeggiata invernale.
C'è il rosso del cielo al tramonto, e della neve
di sera, e dei lembi di arcobaleno durante il
giorno, e delle nuvole basse.
C'è l'azzurro del cielo, e dei riflessi dell'acqua,
e del ghiaccio e delle ombre sulla neve.
C'è il giallo del sole e del cielo crepuscolare al
mattino e alla sera e del carice (o color paglierino
che, diviene brillante se, a sera, viene illuminato
sull'orlo del ghiaccio) e tutti e tre nei cristalli di brina.
E poi i colori secondari, ecco il porpora della neve,
in mucchi e sulle cime delle colline, sui monti,
delle nuvole serotine.
Il verde dei sempreverdi, del cielo e del ghiaccio
e delle acque quando scende la sera.
L'arancione del cielo di sera.
Il bianco della neve e delle nuvole e il nero delle
nuvole stesse. delle acque agitate, dell'acqua che
s'infiltra nel sottile strato di neve sul ghiaccio.
Il ruggine, il marrone e il grigio dei boschi di
                                               alberi decidui.                                                                                                                                                Il bruno fulvo della terra nuda. 































La neve cade
di Boris Pasternak
La neve cade, la neve cade.
Alle bianche stelline in tempesta
si protendono i fiori del geranio
dallo stipite della finestra.
La neve cade, la neve cade
come se non cadessero i fiocchi,
ma in un mantello rattoppato
scendesse a terra la volta celeste.
La neve cade, la neve cade,
la neve cade e ogni cosa è in subbuglio:
il pedone imbiancato, le pinete sorprese..



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La neve
di Renzo Pezzani
Viveva in una nuvola
come una gatta in soffitta:
stanotte, zitta zitta
la neve è caduta giù.
Cosa diranno i bambini
a vederla, già morta
sui gradini della porta.
come un povero caduto lì?
Aveva freddo e nessuno gli aprì.




 4






Nevicata
di Guido Gozzano
Dalle profondità dei cieli tetri
scende la bella neve sonnolenta,
tutte le cose ammanta come spettri:
scende, risale, impetuosa, lenta.
Di su, di giù, di qua, di là s'avventa
alle finestre, tamburella i vetri...
Turbina densa in fiocchi di bambagia,
imbianca i tetti ed i selciati lordi,
piomba, dai rami curvi, in blocchi sordi...
Nel caminetto crepita la bragia..


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Neve
di Umberto Saba
Dal cielo tutti gli Angeli
videro i campi brulli,
senza fronde né fiori
e lessero nel cuore dei fanciulli
che aman le cose bianche.
Scossero le ali stanche di volare
ed allora discese lieve lieve
la fiorita di neve.


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La neve
di Gabriele D'Annunzio
Scendi con pace,
o neve: e le radici
difendi e i germi.
che daranno ancora
erba molta agli armenti.
all'uomo il pane.
Scendi con pace, si che al novel tempo
da te nutriti, lungo il pian ridesto,
corran qual greggi obbedienti i fiumi.



La meseta d'inverno
di Federico Garcia Lorca
Il cielo è di cenere.
Gli alberi sono bianchi,
..e son carboni neri
le stoppie bruciate.
Ha sangue asciutto
la ferita dell'Occaso,
e la carta incolore
del monte è raggrinzita.
La polvere della strada
si nasconde nei burroni,
son torbide le fonti
e quieti gli stagni.
Suona in un grigio rossiccio
il campano del gregge,
e la noria materna
terminò il suo rosario.
Il cielo è di cenere.
Gli alberi son bianchi.



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Vennero i freddi
di Attilio Bertolucci
Vennero i freddi,
con bianchi pennacchi e azzurre spade
spopolarono le contrade.
Il riverbero dei fuochi splendé calmo nei vetri.
La luna era sugli spogli orti invernali.




Pastello del tedio 
di Aldo Palazzeschi
Dal grigio della nebbia fitta fitta
traspaiono cipressi
ombre nere
spugne di nebbia.
E di lontano dondolando lento
ne viene un suono di campana quasi spento.
Più lontano lontano
passa un treno mugghiando.




Inverno
di Umberto Saba
E' notte, inverno rovinoso. Un poco
sollevi le tendine, e guardi. Vibrano
i tuoi capelli selvaggi, la gioia
ti dilata improvvisa l'occhio nero;
che quello che hai veduto - era un'immagine
della fine del mondo - ti conforta
l'intimo cuore, lo fa caldo e pago.
Un uomo si avventura per un lago
di ghiaccio, sotto una lampada storta.
                 


                                                                         VIDEO
                                                  Fabrizio De Andrè - Cantautore
                                             http://youtube.com/watch?v=1FSU_EJjp3s


* Per tutte le foto © d’autore - WIKI COMMONS

1-  1913 - Koloman Moser -  Inverno
2- 1880 - Berthe Morsot – Inverno
3 - 1610 - Hendrick Avercamp – Scena sul ghiaccio
4- 1899 - Camille Pisarro – Un giardino in un pomeriggio d’inverno
5 - 1896 - Alfons Mucha – Inverno
6- 1797 - George Romney – La tempesta Atto 1 Scena 1
7 - 1909 - Kazimir Malevich – Paesaggio Invernale
8- 1625 - Jan van Goyen – Inverno
9 - 1755 - Francois Boucher – Inverno


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