Wednesday, 31 July 2013

MontrealBIXI - la bicicletta taxi, un matrimonio perfetto


MontréalBIXI la bicicletta taxi, un matrimonio perfetto
    
(Pubblicato il 12 settembre 2010)


Poster di un fabbricante francese di biciclette ( W. Commons )





B
ixi è una bicicletta, che venne concepita per integrarla al sistema di trasporto pubblico di Montréal. Conosciuta anche come “bike-sharing”, essa sembra essere la scelta più appropriata al problema ecologico, che preoccupano le nostre città.

Le Bixi sono essenzialmente un’alternativa  all’automobile, ad un costo estremamente basso.
Il servizio è stato inaugurato nel maggio del 2009 a Montréal, che iniziò con un parco di 3000 biciclette e 300 stazioni localizzate nell’immediato centro città. La proliferazione della Bixi in altre città canadesi, rimane uno degli obiettivi principali al traffico automilistico attuale.  In questi giorni  si è saputo che a Montréal sono state aggiunte altre dieci stazioni per un totale di 400 postazioni e 5000 sono ormai le biciclette sul suo territorio. Inoltre ad Ottawa si è attuato uno studio-pilota in questo senso,  mentre in alcune città degli Stati Uniti il servizio è già disponibile :  Boston, Minneanapolis, Washington e nello stato della California. San Francisco con Melbourne in Australia, sono attualmente le  città capofila delle due ruote.

La Bixi è una bicicletta solida, comoda, a tre velocità e consente un uso pratico giornaliero, dal lavoro alle passeggiate di fine settimana. Essa è inoltre dotata di un campanello, di luci lampeggianti e di un cestino per il trasporto di vari oggetti, inclusa la spesa.

Per avere un’idea del veicolo, potete visualizzare il breve filmato:

Michel Dallaire è l’ideatore della Bixi, suo è il design.  Egli ha al suo attivo, altri lavori importanti di design, per citarne alcuni: gli interni e gli arredi della Biblioteca Nazionale del Quebec (La Bibliothèque Nationale), le panchine nei parchi che arredano il nostro centro città e varie altre realizzazioni di design industriale.

Per il giornale Time’s la Bixi è una delle migliori invenzioni del 2008.



(Creative Commons)





 
Gianguido Fucito d’Arteka Cabinet-conseil, in un recente commento su The Gazette scriveva: “ La Bixi è la migliore delle biciclette inventate, quindi, le persone ed i paesi intelligenti, farebbero bene ad adottarla. Michel Dallaire ed i suoi collaboratori, hanno ottenuto un vasto riconoscimento per questo lavoro di design e d’invenzione, confermando il fatto che l’arte è tutto ciò che la natura non è”.

La città di Montréal, vanta un grande sistema di piste ciclabili,  la domanda è sempre piu’ forte in tal senso, i cittadini usano le biciclette in numero sempre crescente e la città è considerata una delle capitali  nord  americane della “pedalata”.   “Le tour de ville”, manifestazione  che si tiene ogni anno agli inizi di giugno a Montréal, ne è un pò la prova dell’ambito titolo : il maggiore raduno  al mondo di biciclette.
A voi la Bixi, usatela!  

Eduardo Rodà
proscenio 170@gmail.com
                                                                                                               






Friday, 26 July 2013

Montreal - appuntamenti con l'arte e la cultura


Montréal - appuntamenti con l’arte e la cultura.                                                          


(Pubblicato il 25 maggio 2010)
Montréal                                                                                                                                                                                            

Montréal, città multiculturale riconosciuta dall’Unesco come “città del design”,  mostra il suo fascino attraverso una certa architettura contemporanea che si associa con vivacità a quella dei palazzi e delle chiese di altri tempi che ricordano il passato di una città sempre in evoluzione.


La presenza dell’arte si nota ovunque, soprattutto per gli edifici pubblici  soggetti al programma dell’1% del finanziamento alla costruzione, percentuale che viene  devoluta all’integrazione dell’arte all’architettura, il che permette di  realizzare delle opere d’arte nel seno degli edifici stessi.

La città è ricca di luoghi culturali e di Musei, di quest’ultimi ne conta piu’ di una trentina, dove si conservano eccelenti raccolte artistiche che sono collezioni pubbliche appartenenti a tutti noi. Ad esempio il Museo delle Belle Arti di Montréal, considerato il piu’ antico del Canada, possiede una collezione  di trentatremila oggetti di varie epoche che formano una delle collezioni  piu’ importanti del Nord America. Il Museo accomoda inoltre delle mostre di carattere contemporaneo come quella attuale dedicata a Miles Davis dal titolo “We Want Miles” che mette in evidenza una parte della storia del jazz e del leggendario trombettista.


 Il Museo delle Belle Arti di Montreal nel 1913










Mary Alden famosa attrice americana, studio' arte al Notre Dame College in Montreal.







Un altro  Museo interessante per l’aspetto archeologico e storico è quello di Pointe-à-Callière, dove ritroviamo dei reperti archeologici che datano oltre i 350 anni, in gran parte appartenenti
all’origine della città di Montréal e degli indigeni dell’epoca. Ed ancora il Museo Marguerite-Bourgeois che documenta la storia della città.


Tra l’altro ritroviamo il Centro Canadese di Architettura (CCA – Centre Canadien d’Architecture), che conserva una documentazione eccezionale di testi e documenti sull’architettura dal Rinascimento italiano in poi, con una ricca biblioteca. Il Centro organizza ed accomoda mostre di architettura venenti dall’estero ed altre di documenti che illustrano le proprie collezioni.

La contemporaneità artistica è rappresentata, in buona parte, dal Museo d’Arte Contemporanea di Montréal, nato per volontà degli artisti e considerato come il primo Museo del genere in Canada,  situato praticamente in centro città, nell’area ovest della Piazza delle Arti (Place des Arts). Per mezzo di un mandato abbastanza vasto, conserva opere di artisti d’avanguardia ed ospita mostre internazionali, includendo nelle sue manifestazioni il talento di artisti piu’ giovani e prossimi alla ribalta. Attualmente il Museo mette in evidenza una mostra di grande importanza dedicata a Paul-Émile Borduas (1905-1960), artista che influenzo’ grandemente tutta una generazione di artisti del Québec e del Canada; le ripercussioni delle sue ricerche ed il risultato delle sue opere, sono ancora dei riferimenti riscontrabili nelle opere d’oggi.




Musee d'art contemporain de Montreal (C. Commons)







Chain reactor - Casagrande &Rintala






A Place des Arts, troviamo i luoghi di attrazione artistico-culturali dove, da oltre quarant’anni, si presentano manifestazioni e spettacoli eccezionali che vanno dall’Opera, ai concerti dell’OSM (Orchestre Synphonique de Montréal) e dei Festivals di Montreal.  Nel corso degli anni i Festivals sono diventati i “momenti” tra i piu’ seguiti dal pubblico, particolarmenete per quello annuale di Jazz; chi non ricorda il concerto all’aperto del virtuoso jazzista Pat Metheny e la sua chitarra?





Thumbnail

Proscenium ( the work of Eduardo Roda') Arteka  Cabinet Conseil 2000 -  Regia David Mollet



Il Festival des Films du Monde,  è diventato il “tappeto rosso” per le vedette del cinema internazionale, preceduto da un Festival altrettanto importante ed  internazionale, quello dei film sull’arte promotore di una vastissima programmazione la quale merita tutta la nostra attenzione per l’informazione che ne consegue. Eccezionalmente mi permetto di ricordare quello nella sezione corto-metraggi, di qualche anno fa, dove il  giovane regista David Mollet firmo’ Proscenium, un breve film basato su di una installazione artistica di alcune delle mie opere. 
      
In prossimità della Place des Arts, sulla via Sainte-Catherine non lontano dal Museo d’arte Contemporanea, troviamo il Belgo, l’edificio che ospita sotto lo stesso tetto, un gran numero di Gallerie d’arte contemporanea e qualche studio d’artista. Molte sono le Gallerie d’arte, sparse nei vari quartieri della città, alcune concentrate  in prossimità di Musei e di grande passaggio pubblico. Ne troviamo naturalmente nella zona estremamente turistica del vecchio Montreal, sul boulevard Saint-Laurent, sulla via Sherbrooke e le vie laterali del centro, piu’ precisamente sulle vie Crescent e Greene di Westmount, tanto per nominarne alcune. Les Maisons de la culture sono anch’esse  presenti nei vari quartieri della città, facilmente accessibili, che mantengono vivo l’interesse della cultura e dell’arte con manifestazioni d’importanza considerevole e con grande partecipazione di pubblico. Gli artisti ritrovano in queste Maisons la possibilità di proporre progetti  piu’ personali, avvenimenti orginali ed espressioni artistiche spesso diverse da quelle che si vedono abitualmente nelle gallerie in generale.

Infine i luoghi menzionati in questa breve rassegna, sono accessibili al pubblico, l’ingresso è gratuito, il personale è generalmente disponibile per qualsiasi informazione, senza impegno di sorta o la necessità di un eventuale acquisto. Occasioni interessanti dunque, anche per vincere una possible timidezza di fronte ad un’opera d’arte ed eventualmente liberarsi dei pregiudizi verso le espressioni estetiche contemporanee. Le visite sono delle vere e proprie scoperte culturali che nel tempo temperano  il gusto  artsitico individuale verso un nuovo apprezzamento  delle opere e degli oggetti d’arte.

Per una visita virtuale potrebbe essere anche il sito dell’Associazione delle Gallerie d’arte Contemporanee (AGAC: www.agac.qc.ca ) come introduzione sia alle gallerie stesse che agli artisti che esse rappresentano; una fonte d’infomazione senza pari e facile da consultare.  Infine vorrei appunto sottolineare uno degli appuntamenti importanti dell’arte, La journée des Musées, che si terrà domenica 30 maggio. Un’occasione gratuita da non perdere, le visite sono facilitate da un circuito semplice da seguire; per ulteriori informazioni riferirsi al sito seguente:  www.museesmontreal.org.

 Les cartes Musée Montréal permettono l’accesso libero durante tre giorni o un anno nei diversi luoghi scelti. La partecipazione aiuta ad apprezzare la bellezza ed il valore del patrimonio artistico.
Come informazione generale, oltre ai luoghi già citati, aggiungo un elenco piu’ completo
ed allo stesso tempo un invito alle possibili visite:

·       Bibliothèque et Archives nationales du Québec
·       Biodôme de Montréal
·       Biosphère
·       Centre d’histoire de Montréal
·       Centre de sciences de Montréal
·       Centre d’exposition de l’Université de Montréal
·       Centre d’exposition La Prison-des-Patriotes
·       Centre commemoratif de l’Holocauste à Montréal
·       Centre historique des Sœurs de Sainte-Anne
·       Cinémathèque québécoise
·       Crypte du Musée Marguerite-Bourgeois
·       Cité historia, musée d’histoire du Sault-au-Récollet
·       DHC/ART  Fondation pour l’art contemporain
·       Écomusée du fier monde
·       Fonderie Darling
·       Galerie d’art Stewart Hall
·       Insectarium de Montréal
·       Institut culturel Avataq
·       Jardin botanique de Montréal
·       Lieu historique national du Canada de Sir-George-Étienne-Cartier
·       Lieu historique national du Commerce-de-la-Fourrure-à-Lachine
·       Maison Saint-Gabriel, musée et site historique
·       Musée commémoratif de l’Holocauste de Montréal
·       Musée du Château Dufresne
·       Musée McCord
·       Musée Château Ramezay
·       Musée Redpath (Université McGill)
·       Musée Juste pour rire
·       Musée de Lachine
·       Musée des Hospitalières de l’Hôtel-Dieu de Montréal
·       Musée des maîtres et artisans du Québec
·       Musée des ondes Emile Berliner
·       Musée Stewart
·       Planétarium de Montréal


Eduardo Rodà  :     proscenio170@gmail.com





Saturday, 20 July 2013

Guido Nincheri - sacro e profano

Guido Nincheri - sacro e profano



(Pubblicato il 4 aprile 2010)





Chiesa della Difesa, Montreal  (W. Commons)

Se Guido Nincheri, lasciando  l’Italia per sempre, diretto in Argentina con la moglie, non si fosse fermato a Boston, probabilmente la sua vita sarebbe stata diversa e noi non saremmo qui a parlare di lui, destino volle, chiamiamolo cosi.                                 


 Nincheri nasce a Prato in Italia: il  29 settembre 1885 e muore a Providence, Rhode Island il 1 marzo 1973. Ha ricevuto una formazione classica, all”accademia delle belle arti di Firenze, la sua è una formazione accademica multidisciplinare, è un costruttore di chiese, come solo i toscani sono capaci a fare, nella pura tradizione del Brunelleschi.

Nel film good morning Babilonia, dei fratelli Taviani, si parla di artigiani costruttori di chiese, gli stessi che emigrati negli Stati Uniti d”America, si mettono in luce, solo con
le proprie capacità. Un altro regista, americano , affermava :  Chi è che là costruita? Chiede il signor D.W. Griffit- qualcuno risponde: è il padiglione italiano !  questi maledetti italiani………… è di loro che ho bisogno! “ Qui siamo in piena epoca d’espansione del cinema americano, l’America si costruisce anche con l’apporto dei qualcuno venuti da un’altra parte.

Guido Nincheri, dopo aver costruito l’opera di Boston, come primo progetto, si trasferisce a Montreal dopo un anno, il Québec di allora, profondamente cattolico, stenta a entrare nella modernità avanguardo-futurista, è di costruzioni che ha bisogno e maggiormente di chiese.
Nincheri, ben presto, si taglia una posizione di prestigio, come artista completo, intervenendo nella costruzione delle chiese , affiancando gli architetti, concepisce gli arredi interni, affresca le pareti e le cupole,( inoltrando l’affresco in America),  fa le vetrate, che piu che essere dei semplici vetri colorati, sono delle vere pitture su vetro. Nel suo studio-laboratorio, situato al 1832, sulla via Pie IX a Montréal, ( ancora oggi esistente), casa in stile Art-Déco, prestata dai fratelli Dufresne, nascono tutte le opere del Nincheri.                                                                                                                           





Lo studio di Guido Nincheri a Montreal. (W.Commons)



Siamo nel 1921,  aiutato dal suo apprendista Matteo Martirano ( che negli anni 80, farà poi le vetrate della chiesa Maria Ausiliatrice a Rivières des Prairies ), e di alcuni impiegati, che inizieranno  i lavori allo Châteaux Dufresne, affreschi e vetrate sono all”onore.                                                                                                                     All’epoca, la ricca borghesia francofona, si attorniava nelle propie dimore di lusso, di oggetti d’arte, tele e affreschi, così da dimostrare la propia scalata sociale. Sempre nello stesso studio e le stesse maestranze, Nincheri costruisce, 5000 vetrate, nell’arco della sua carriera artistica, che possono essere ancora ammirate, in oltre 200 chiese : nel Québec, in Ontario e in alcuni stati della Nuova  Inghiltera.                                                               

Guido Nincheri, realizza gli studi preparatori, i modellini e le pitture sui vetri, che poi vengono riprodotti in scala su dei cartoni, dove vengono tagliati i vetri, pitturati e finalmente installati nelle chiese e nelle abitazioni. I soggetti e le storie al quale si ispira l’artista, sono direttamente ispirati dalle sacre scritture.                                                     
Nella chiesa Saint-Léon di Westmount a Montréal, oggi classificata sito storico nazionale canadese, possiamo ammirare quella che oggi definiremmo, “opera totale”, architettura, decorazioni, mobili, vetrate, pitture e  affreschi, il tutto interamente concepito ed eseguito dal Nincheri e le sue maestranze, per me rimane forse il piu bel esempio dell’artista italiano. Nella chiesa Madonna della Difesa, (anch’essa sito storico ),  nella piccola Italia, in via Dante, quello che colpisce una volta dentro è l’immensità della cupola centrale, conosciuta dai piu, per l’affresco raffigurante il Duce a cavallo.



Petit Salon Maison Oscar Dufresne, Montreal. (W.Commons)



Il Nincheri, era sua abitudine inserire negli affreschi dei personaggi  conosciuti nella comunità, oppure i mandatari  del lavoro, come si faceva nell’umanesimo e rinascimento  in Italia. Tale avventura costò non pochi guai, all’artista, che nel 1940, in piena seconda Guerra mondiale, viene internato nel campo di Petewawa, dal governo canadese, come tanti altri artisti, intellettuali, uomini d’affari e cittadini normali, molti gli italo-canadesi, circa 700 persone, la sola colpa, quella di essere italiani e quindi considerati vicino al fascismo.

Siamo nel 2010, oggi il Châteaux Dufresne e lo studio Nincheri, formano il complesso museale Dufresne, unico nel suo genere, è probabilmente in un prossimo futuro diventerà l’unico museo nelle americhe ad essere dedicato ad un’artista italiano.
Incoraggio fortemente a visitare la mostra: Nincheri.Profano, fino al 12 settemre -10, al musée du Châteaux Dufresne, (rue Sherbrooke est e Pie IX), dove si trova l’opera profana la piu celebre e la piu importante di Guido Nincheri in Canada.

La mostra mette l’accento sulle influenze dell’artista e i temi profani che abitano le sue opere, che siano affreschi, tele e vetrate che abbellivano le sontuose dimore private, della ricca borghesia canadese









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