Friday, 25 September 2015

il bisogno d'arte











Eduardo Rodà























































I bisogni si creano, si alimentano e si esaudiscono, le strategie sono molteplici per alimentare le domande di beni di consumo e l’arte non sfugge ai meccanismi odierni  di marketing.
Il continuo svuotamento di senso e l’impoveramento di contenuti, nelle varie forme artistiche c’inquietano; sulla massa totale d’offerte, la qualità, molto spesso non è all’appuntamento.

L’intellettualizzazione, la cosa pensata, scartata da tanto tempo, sacrilega per molti intervenenti artistici, soppiantata d’altro, prende valore a sua volta l’istinto primitivo, come nuovo modello d’arte, i veri artisti, saranno tutti coloro che cresciuti lontano dalle istituzioni artistiche e dalle scuole, si vedranno valorizzati da mercati in cerca di novità.

Diluire ed offrire con il cucchiaio, non ha favorito di certo l’avvicinamento all’arte.

L’evacuazione nelle scuole dei programmi di storia  e d’arte ha contribuito al disinteresse generale, arte vista come passatempo e decorazione, temi che riempiono le testate dei giornali, di blog e trasmissioni televisive, creando cosi di fatto le stelle del firmamento mondiale, del mercato dell’arte, che si concentra piu che mai su un pugno d’artisti, il resto al macero, come qualsiasi prodotto che non è conforme ai diktat della società dei consumi.

Il bisogno d’esprimersi, il pensiero trasmesso al gesto della mano, da sempre fin dalla notte dei tempi, ha attraversato le varie epoche, per affermarsi mai come prima nel rinascimento, nella centralità dell’uomo-artista.
 Il prolungamento del pensiero, attraverso gli arti superiori, indottrinati alla finezza del segno, hanno dato all’umanità, le opere esemplari che conosciamo, custodite nei musei piu importanti del mondo, ci sollecitano intellettualmente ad ogni visita.

Nella modernità dell’epoca in cui viviamo, le tecnologie contemporanee hanno rivoluzionato il modo come vediamo il mondo, come lo interpretiamo e come lo raffiguriamo, il bisogno tattile di andare oltre il virtuale, ci induce ad avere un rapporto nuovo con le cose, il bisogno di toccare la materia e di vederla trasformare sotto i nostri occhi, ci fa sentire meno ansiosi e depressi, il bisogno di consumare arte e produrne, ci solleciterà ad andare alla ricerca di nuovi meccanismi che metteranno al centro dell’attenzione l’Arte come bisogno primario d’espressione, in quella che sarà probabilmente una modernità senza fine, perpetua.

Non rimane altro che educare all’arte, il bisogno d’arte è avvicinanrsi all’arte con spirito critico  leggendola, cercando di capire ciò che si cela dietro ogni opera, il pensiero dell’individuo, dell’uomo-artista,.
L’opera cosi prodotta, non sarà piu un semplice oggetto senza anima, brillante e nuovo, pronto da consumare, ma bensì il compimento esteriorizzato dell’anima dell’artista, della sua visione del mondo, del posto che ne occupa e dell’epoca in cui vive.

 Le attività artistiche nei paesi avanzati contribuiscono al PIL nazionale, creando posti di lavoro, generando economie e culture locali, definiscono un paese, le danno colore e visibilità, favorendo il turismo e le contaminazioni di pensieri.





 STATISTICHE

*La percentuale dell’apporto al PIL, del settore industrie culturali canadesi è del             3,77 % . i posti di lavoro diretti sono circa 650.000.

* La percentuale dell’apporto al Pil del settore industrie culturali italiane è del             5,40 % . i posti di lavoro diretti sono 1.5 milioni

* La percentuale dell’apporto al PIL del settore industrie culturali francesi è del             3.20 % . i posti di lavoro diretti.sono circa 670.000.







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Saturday, 5 September 2015

La copia e l'uguale che la precede


Eduardo Rodà



La copia e l’ uguale che la precede




















© Vista d’insieme dell’installazione FAC-SIMILÉS dell’artista Eduardo Rodà, acrilici della serie  A Circuito Chiuso ,  Galerie Action Art Actuel ,  Saint-Jean-Sur–Richelieu, (Quebec ) 1996. Foto Archivi Rodà.
  



Da qualche tempo si parla dell’artista americano Richard Prince, della sua ultima mostra e di quello che ha fatto tanto scalpore: la vendita per $ 90,000.00 di una foto  Instagram ingrandita, presa direttamente dai social media e riproposta dall’artista.
Nell’era del digital oversharing, succede anche questo è sembrerebbe che il tutto sia legale, andando cosi ad alimentare ancora di piu le polemiche su arte, legge e diritti d’autore.

Il Prince non è nuovo a questo suo modo di fare arte, qualche hanno fa copiò una pubblicità opera di un artista francese e per questo fù chiamato davanti ai tribunali americani., per aver infranto le leggi sui diritti d’autore.
Rincarando la dose di polemiche, molti critici considerano Richard Prince come il diretto discendente di Marcel Duchamp e la sua Fontana, famoso ready-made, (riutilizzo di un’oggetto di uso comune ed elevato a rango artistico), mentre per il Prince, la sua demarche è strettamente legata al movimento artistico dell’ Appropiation art o arte dell’appropriarsi.
Questo movimento ha visto la nascita negli Usa, all’inizio degli anni ’80, altro esponente di spicco l’artista Sherrie Levine che ripropone in copia perfetta delle foto in bianco e nero del fotografo americano Walker Evans.

Una considerazione va fatta in ogni caso, c’è una differenza fra la Fontana del Duchamp, l’appropriazione del Prince e l’arte di Andy Warhol e le sue variazioni?  si! e le differenze artistiche decifrate sopra ci aiutano a capirle. Rimane l’aspetto legale e il concetto della Pre-esistenza di un lavoro artistico, di come viene usato e non interpretato, il Prince gioca su questo aspetto, chiamando in causa  e valorizzando il ruolo del fruitore d’immagine e della sua personale interpretazione.

Un’altro movimento artistico che caratterizza fortemente gli anni ’80 è il Post-modernismo, caratterizzato tra l’altro da un’ aspetto  Simulazionista (simile), il referente piu importante rimane la modernità, quindi una certa parentela e familiarità è visibile nelle proposizioni artistiche degli artisti appartenenti a tale movimento, ricordo gli americani: Peter Halley e Jeff Koons.

Per quanto riguarda il mio lavoro artistico, vicino per alcuni versi a quest’ultimo movimento che guarda alla modernità, lontano da assolutismi e purismi, vicino allo  spirito del Warhol e della Pop Art, soprattutto in quello che è l’aspetto del procedere alle variazioni sequenziali e di colore, partendo da un’immagine originale e del suo riutilizzo alla maniera di un ready-made.

Unico artista montrealese, quebbechese e probabilmente canadese, rimango lupo solitario per molti anni, proponendo un lavoro che si situa al limite  del Post-Automatisme, termine che mi azzardo a pronunciare, poichè nessuno si sognerebbe di farlo, andando oltre l’esperienza estetica degli artisti montrealesi: Molinari, Comtois e Tousignant, giganti della modernità canadese.
Un dizionario di forme e un modo di fare si sviluppa, quello che in altre epoche si chiamerebbe stile personale, caratterizza il mio lavoro fin dalla metà degli anni ’80, per poi stabilizzarsi in seguito e prendere nuove direzioni di ricerca, appropriandomi esclusivamente del mio proprio lavoro.


Per approfondire

Un brano musicale dei  NINE INCH NAILS / Copy of A……
I am just a copy of a copy of a copy……………..


https://www.youtube.com/watch?v=pVB_DI4ajKA





Breve storia di un quadro

La serie di lavori A Circuito Chiuso, nascono come consequenza diretta alla tela dal titolo: Updated. Sono stati esposti insieme per la prima volta, nel novembre 1996, nell’installazione Fac-Similes alla Galerie Action Art Actuel di Saint-Jean-sur-Richelieu.
“Nel nostro tempo che preferisce l’immagine alla cosa, la copia all’originale, la rappresentazione alla realtà, l’apparenza all’essere. Demetrio Stratos ( AREA )”
L’opera in quanto”Originale” dopo riproduzione, viene man mano a perdere “Quell’aura” d’UNICITÀ,. L’artista partecipa malgrado suo alla riproduzione del suo lavoro. La COPIA, Le Copie del suo uguale precedente assurgono. La duplicata circola di piu in piu. L’originale raramente si espone


















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