Sunday, 19 July 2015

expo-milano 2015


Numero Speciale
 luglio/agosto
da Milano:  Maria Teresa Bagnato

EXPO - MILANO 2015
un viaggio lungo 12 ore
Eduardo Rodà







Ciao Edoardo, sono qui per parlarti di questo grande evento che coinvolge la mia città d’adozione e che è una testimonianza di accoglienza, progresso e benessere.
Descrivere l’Expo e tutte le sue sfumature non è cosa semplice…quindi ho scelto queste tre parole per suscitare in voi la curiosità!

Accoglienza…l’Esposizione Internazionale vede la partecipazione di più di 130 Paesi del mondo che desiderano far conoscere la loro vita/cultura…
Nutrire il pianeta, Energia per la vita…è questo il tempo che accomuna tutti coloro che s’addentrano in questo viaggio! Si Edoardo, è proprio un viaggio…entusiasmante, divertente forse un pò dispersivo e molto faticoso!

Benessere…l’unico modo per poter migliorare la qualità della nostra vita è…nutrirci in maniera sana…questa è la costante dell’Expo, ogni padiglione con la sua scenografia.

Sono rimasta particolarmente colpita dal padiglione Azerbaigian (Network Simmetrico) dove in una struttura su tre livelli in vetro e legno si sviluppa in specifico la protezione dei cibi biologici e della biodiversità per le generazioni future.
E’ molto affascinante e senti proprio il significato profondo che ha la natura per la qualità della nostra vita: la luce e la trasparenza sono gli elementi essenziali che creano un’atmosfera unica all’interno dello spazio.
Installazioni luminose e sensoriali illustrano le tradizioni e la cultura azere coinvolgendo lo spettatore a 360°.






Padiglione Azerbaigian – Expo 2015




Progresso…il progresso è ad ogni passo che si percorre in Fiera Rho Milano, location dell’ Expo. L’architettura dei padiglioni realizzati in materiali tecnologici mixati con il “virtuale” di proiezioni luminose è il futuro.
Associo a questa parola due immagini di due padiglioni :
- Cina per l’architettura
- Emirati Arabi per l’architettura, ma soprattutto per il mood

La struttura, alta 12 metri, è stata progettata dallo studio di architettura inglese Foster + Partners ed è formata da pareti sinuose che ricordano le dune del deserto arabo in cemento rosso e materiali ecologici.
I visitatori percorrono una strada che li catapulta nel deserto dove ci sono alcuni oggetti tipici degli Emirati contenuti in teche trasparenti / virtuali che spiegano la cultura locale del cibo e l’utilizzo dell’acqua e dell’energia per la produzione di alimenti.
Poi ci si trova in una struttura dorata circolare che è un grande cinema super tecnologico dove un video visualizza il “leight motive” del padiglione e soprattutto i progetti futuri: se non conosci il tuo passato…non vivi bene il presente e non puoi creare il tuo futuro!

Caro Edoardo, Dubai sarà la sede dell’ 2020 e loro già ci pensano...



                                                   Padiglione Cina – Expo 2015

























Padiglione Emirati Arabi – Expo 2015































Padiglione Emirati Arabi – Expo 2015




Benessere…caro Edoardo questa parola è espressa in tutti i padiglioni!

Il cibo è benessere…comprende la cura per la terra, la natura…che ci da i propri frutti per nutrirci e vivere…un ciclo fatto di stagioni per la natura e fasi della vita per l’essere umano! Ogni Nazione / Stato ha cercato d’esprimere al meglio ciò che può portare lo spettatore ad una maggiore conoscenza di coltivazioni, cibi tipici con le loro proprietà per suscitare maggiore consapevolezza e rispetto di ciò che abbiamo…solo così si può costruire un futuro…di benessere!

Mi fermo qui…per una carrellata di foto che rappresentano meglio quello che è Expo2015.

Inizierò col Padiglione Zero che rappresenta il tema nella sua evoluzione, la sensazione che ho avuto è stata quella di una macchina del tempo…di vivere nel passato e poi nel futuro…percorrendo piccoli passi.

















































Padiglione Zero – Expo 2015























Padiglione Zero – Expo 2015




Padiglione Angola

Ho inserito due foto dell’interno perché mi ha colpito la forte testimonianza di donne che lavorano in varie discipline sul tema dell’alimentazione con un unico filo conduttore…l’educazione!






























































































Padiglione Angola – Expo 2015


















































































ITALIA

Percorrendo l’Expo non può mancare uno sguardo all’ Italia e alle sue culture.
Sono rimasta particolarmente colpita dall’architettura del Padiglione e, soprattutto, da come è stato valorizzato il vino in carretti che delineano il percorso principale ed il Padiglione dedicato…





Padiglione Italia – Expo 2015



Padiglione Vino – Italia – Expo 2015








































Mangiare…gustare è inevitabile in quest’occasione!...per tutti i palati!










































    Padiglione Olanda – Expo 2015















   Padiglione Brasile – Expo 2015



Questo Padiglione è un’attrazione per grandi e bambini…guarda un po’…







































   Padiglione Brasile – Expo 2015





Concludo con questo sguardo dall’alto…che queste immagini ti arrivino con l’entusiasmo che ho provato io nel farle!









Per questo numero :

I testi ed i servizi fotografici sono di  Maria Teresa Bagnato
tutti i Diritti Riservati ©

per informazioni:

















I  5  PIU LETTI su Pagine Parole Arte
* Artisti, blogosfera……and Dalí
   by Eduardo Rodà and Ana Rodà
* Maria Teresa Bagnato – giovane architetto a Milano
* Gli anni duemila
* Guido Costantino – progetto architettura

* Dagli scuri cacciati




Friday, 26 June 2015

La persistenza della memoria


La  persistenza
della  memoria
Eduardo Rodà

































©  Eduardo Rodà - IMMAGINE MEMORIA 1992 – acrilico su tela cm. 122x184 – Collezione Privata Arteka - © Foto Archivi  Rodà







Il piu delle volte il negazionismo nasce e prospera come volontà speculativa di negare l’evento delle cose, che siano del presente o del passato piu recente, spetterà agli storici, gli archeologhi ed gli scienziati, il compito di fare chiarezza su avvenimenti piu lontani.

Nell’epoca in cui viviamo, il relativismo la fà da padrone, soprattutto nei media sociali, la capacità di discernere la veridicità delle fonti appartiene ad ognuno ed a tutti allo stesso tempo, la scolarizzazione dell’individuo faciliterà le scelte e le selezioni d’informazioni a partire da una massa inverosimile di sollecitazioni audio e visive, gli altri i tanti, continueranno ha soddisfare i propri bisogni d’informazione rapido/presto da fast-food, sempre dai soliti canali, sollecitandoli inverosimilmente come presi da un tic nervoso, aspettando chissa quale novità.

Glorificando, il momento presente, l’adesso, assistiamo con impotenza, alla sparizione della  persistenza della memoria, facendo tabula rasa del passato, rischiamo d’ipotecare il prossimo futuro che e già il domani.
Evacuare la memoria significa  promuovere un déjà vu facendolo passare per novità assoluta, il motto usuale che in altre epoche era: piu si cambia, piu è la stessa cosa, serviva ha ricordarti ed ha spronarti a prendere delle direzioni inconsuete nel tuo lavoro e principalmente ad informarti  su quello che succedeva o era successo, per poi meglio agire, senza sprecare un’esistenza a percorrere strade che altri avevano gia percorso prima di te.

Le industrie che producono beni di consumo, conoscono molto bene, quanto sia importante la ricerca del nuovo in assoluto, vitale per le vendite ed i profitti, la proposizione di prodotti a scadenza fissa annuale, anche nel caso di un revival espressamente non dichiarato e li per convincere meglio gli speculatori di titoli in borsa ed i compratori in cerca di nuove emozioni.

In arte, oggi piu che mai, assistiamo spesso ad un collage creativo vario, le proposizioni che sono date a degustare  a volte sono di pessimo gusto e si apparentano facilmente in gergo, ad una minestra riscaldata.
Per non parlare delle persone che gestiscono i luoghi dove si propone l’arte, molti sono i casi di incompetenze e disinformazione da illetterati, l’incomprenzione di linguaggi artistici e tantomeno delle poetiche che animano l’artista, li fanno apparire superficiali e spesso egocentrici, miranti all’unico interesse che rimane quello delle vendite.

La severità di un’autocritica personale, che si dovrebbe fare a monte ad ogni percorso creativo ed artistico e completamente evacuato dal dizionario personale dell’artista odierno, proporre con insolenza e non curarsi delle possibili conoscenze altrui, significa porsi in una condizione astorica, dove le memorie, appartengono semplicemente al tasto Finder, di una tastiera.
Attivare le memorie sul piano personale ha un significato che và al di là delle semplice conoscenze e che induce ha porsi le domande esistenziali di sempre:
chi sono, cosa faccio  e dove vado.

Prendere il tempo, fermare il tempo con atti significativi del proprio passaggio, significa in qualche modo, sviluppare un senso di lascito, d’eredità e di memorie, altrimenti, si lascerà via libera all’era della desertificazione numerica e il monito suonerebbe come un benvenuti nel nuovo medioevo.


  Breve storia di un quadro





                                                                                 (Immagine Memoria)

Lavoro del 1992, sviluppa in se l’idea della memoria al centro, in referenza anche al mondo tecnologico ed alle sue memorie vive. L’inquadratura dell’opera per similitudine richiama le inquadrature d’immagini generate con l’uso dell’ordinatore e alle sequenze dei film.
Altresi viene ribadito il concetto della copia e del suo simile, dell’originale, per affermare ancora di piu l’aspetto critico della produzione di una immagine e le scelte fatte a priori dall’artista, su una base di dati ed una moltitudine d’informazioni audio-visive che saturano e caratterizzano il nostro quotidiano.

 ©  Eduardo Rodà - IMMAGINE MEMORIA 1992 – acrilico su tela cm. 122x184 – Collezione Privata Arteka - © Foto Archivi  Rodà
































I  5  PIU LETTI su Pagine Parole Arte

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* Gli anni duemila
* Guido Costantino – progetto architettura

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